febbraio 2016

personaggi in riviera

william butler Yeats - byzantium

di domenico ermirio

Oggi pensiamo alla mitologia e ai racconti fantastici specialmente in termini di "fantasy" soggetti di best-sellers, fumetti o produzioni cinematografiche che, con l'ausilio di effetti speciali sempre più sofisticati, ricreano in maniera realistica incantesimi, orchi, maghi, déi, ecc. È difficile credere che le leggende - per noi uomini "moderni", piacevoli evasioni nel mondo dei sogni - siano state poco più di cent'anni fa, veicoli fondamentali per l'affermazione di identità nazionali a dispetto del controllo politico dei grandi Imperi Centrali. Ovvero mentre la piazza era lo sfondo delle rivolte e delle proteste nel tentativo di conquistare la propria autonomia con la forza - con esiti spesso molto lontani da quelli che ci si aspettava - i teatri, i circoli intellettuali, le scuole, le università, cercavano di andare indietro nel tempo recuperando storie del proprio passato (tramandate oralmente o appartenenti a testi molto antichi) e restituendole in opere nuove, instillando man mano nelle persone l'idea di un'indipendenza già reale: quella delle proprie radici, proprie e non soggette a leggi, governi o decisioni politiche, ma appartenenti ciascun individuo sin dalla nascita. Un esempio è il lavoro del  finlandese Elias Lönrot, e la sua ricerca di antiche leggende nei villaggi di pescatori e contadini. Nel 1835 - quando l'indipendenza dall'Impero Russo è ancora un miraggio lontano - pubblica la prima edizione di Kalevala, il poema epico della nuova Finlandia (e spunto per tutte le arti, dalla pittura alla musica, che attingeranno dai suoi versi i loro soggetti preferiti).

L'Irlanda, da sempre ansiosa di indipendenza, trova uno dei propri più ferventi cantori in William Butler Yeats, anche se - e questa contraddizione di fondo è forse il lato più straordinario di tutta la sua vita - si tratta di un convinto protestante; alla consegna del Premio Nobel nel 1923 la motivazione sarà:

per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione.

Il suo sangue irlandese è innegabile e ciò lo spinge all'amore per i selvaggi e splendidi paesaggi del Nord e alla passione per le loro storie. Le ascolta dalle cameriere, dalle persone comuni o le apprende da romanzi e novelle a volte di second'ordine. Molti sono i riferimenti alla mitologia e al cosiddetto Ciclo dell'Ulster, un'epopea fitta di personaggi e avventure di ogni tipo. È una tradizione che mischia divinità con esseri umani e che nei secoli convive perfettamente con la religione - il cattolicesimo era molto radicato in Irlanda -  perché nel loro "paganesimo" questi racconti non sono espressione di un culto, ma di un'immagine simbolica della realtà quotidiana. Se per il giovane Yeats il folklore è alla base della propria poetica, per l'adulto e già affermato scrittore - e consapevole, fiero irlandese - esso è un mondo dal quale attingere, un repertorio di fonti al servizio della propria arte. Si pensa soprattutto all'opera teatrale che dal 1892 e con la fondazione del primo teatro esclusivamente irlandese - più conosciuto in seguito con il nome di "Abbey Theatre" - assume un ruolo primario nella sua attività. Con il sostegno di Lady Gregory e di John Synge farà dell'Abbey un vero punto di forza del Celtic Revival. La sua produzione è incredibilmente prolifica: 26 lavori scritti tra il 1892 e il 1939; scorgendo i titoli è facile trovare riferimenti alla mitologia (come il ciclo dedicato all'eroe sventurato Cuchulain).

Ho bisogno del teatro. Credo di essere un drammaturgo. Desidero mostrare gli eventi e non semplicemente raccontarli… e mi sento decisamente più vivo quando in una sala piena, le persone condividono una forte emozione. (1916)


Nella successiva evoluzione teatrale di Yeats - che lamenta sempre di più un'eccessiva popolarità dell'Abbey - sembra aver avuto un certo ruolo il poeta americano Ezra Pound, che dal 1909 al 1916 si fa assumere da Yeats come segretario. In quegli anni - oltre a far pubblicare alcune sue liriche sulla rivista americana Poetry - Pound avrebbe avvicinato Yeats al teatro Noh, una forma che almeno all'inizio sembra aver apprezzato. Con Pound condivide anche la "passione" per il misticismo e il paranormale, elementi fondamentali non solo nella poetica, ma in tutta la sua vita. I due si ritrovano molti anni dopo, nel 1928 a Rapallo: Pound, scrittore affermato (a Rapallo già dal 1925) e Yeats, Premio Nobel, nonché senatore dello Stato Libero d'Irlanda. È la salute precaria che lo costringe ad un soggiorno in Riviera dove trascorre tutto l'inverno con la famiglia. Scrive a Lady Gregory:

Questo è un luogo indescrivibilmente bello - come ci si immagina sia una cittadina greca - c'è giusto un passo di Keats che calzerebbe perfettamente. Qui posso liberarmi dall'asprezza delle diatribe irlandesi e scrivere i miei versi più amabili.

In aprile Yeats torna in Irlanda, ma all'inizio dell'inverno successivo è di nuovo a Rapallo dove scrive un testo basato anche sulle proprie esperienze paranormali e dedicato all'amico americano: A packet for Ezra Pound.

A volte alle dieci di sera lo accompagno in una strada dove ci sono alcuni alberghi da un lato e le palme e il mare dall'altro, e là tirando fuori dalla tasca ossicini e pezzetti di carne incomincia a chiamare i gatti. Conosce tutte le loro storie…

Trascorre la primavera in Irlanda ma nell'inverno 1929 torna a Rapallo per il suo ultimo soggiorno in Riviera, durante il quale si ammala di febbre maltese. Segue il decorso della malattia in parte all'hotel Portofino Vetta. In questo periodo compone Bisanzio, pubblicata poi nella raccolta La scala a chiocciole e altre poesie.
 

Ecco di fronte a me fluttuare un immagine, uomo
oppure ombra, e ombra più che uomo, e più
immagine che ombra; perché il rocchetto dell'Ade ravvolto
in bende di mummia, può svolgere all'indietro sentiero tortuoso;
una bocca, senza umidore o respiro,
può convocare bocche senza respiro;
inneggio al sovrumano;
lo chiamo morte-in-vita e vita-in-morte.

Miracolo, uccello o oggetto d'oro lavorato a mano,
e più miracolo ancora che uccello o oggetto lavorato a mano,
piantato ramo d'oro
illuminato dalle stelle, può cantare
come i galli dell'Ade, o amareggiato
dalla luna schernire nella gloria
del metallo immutabile il petalo o l'uccello comune
e ogni complessità di fango e sangue.

Di nuovo il riferimento al sovrannaturale e una ricchezza di simboli, che mettono questa (così come molte altre liriche) in stretto contatto con l'opera in prosa Una Visione. Nonostante i problemi di salute sembra essere di buon umore. Così descrive il suo soggiorno a Olivia Shakespear (suocera di Pound):

Siamo seduti al sole - George (la moglie) e i bimbi sul bagnasciuga dopo un bagno - io sulla mia terrazza nudo quanto possibile - e poi ci riempiamo di crema solare. Abbiamo il colore di vecchie pipe in sepiolite.

E con la primavera torna in Irlanda. Non sarà più a Rapallo, ma soddisferà il suo bisogno di climi caldi a Maiorca e in Costa Azzurra dove trascorrerà alcuni inverni.
 
Continuerà a scrivere sino alla fine.